venerdì, luglio 21, 2006

L'embrione e il senatore

E' passata al Senato la legge che permetterà in Italia la sperimentazione scientifica sugli embrioni congelati. Pare che sia passata per un voto. Se dovesse risultare che il voto è stato quello di Rita Levi Montalcini, ci sarebbe da dire. "Come fa una di novanta e passa anni a dire la sua su un embrione, che sembra quasi un gioco di parole?". Comunque, se è vero, dico sì all'eutanasia. E propongo che la si possa ottenere, per i senatori a vita, anche nel caso in cui siano altri a chiederla, per conto del senatore, al presidente della Repubblica. Una specie di grazia...

mercoledì, luglio 12, 2006

Leonardo

Leonardo era il nome del mio barbiere. Quando ero piccolo, a otto anni, voleva sempre farmi leggere le riviste porno, così quando uscivo dal negozio solo i capelli erano corti. Quindi, se il nome segna il destino, ci sta che anche il più famoso Leonardo, da Vinci, sia stato in effetti un pervertito. Che poi la Gioconda fosse un giocondo ci sta pure, ma che Giovanni nell'ultima cena fosse invece Maddalena mi pare meno plausibile. No, dico: quella era l'Ultima cena, no? Ma allora: se Giovanni non era Giovanni ma Maddalena, Giovanni dov'era?

La madre di Zidane

A giudicare dai commenti, non è certo degno della grandeur che i francesi da sempre sfoggiano (ma sono ancora francesi o ha già prevalso una massa di extracomunitari colonizzati?) il clima che si respira nella nazionale d'oltralpe. Il compagno di squadra di Zidane, Gallas, ha detto: "Avrei voluto spaccare la faccia a Materazzi". Un vero signore. Invece, la madre di Zidane ha commentato: "Se Materazzi ha detto veramente certe cose, voglio i suoi testicoli su un piatto". Una donna di classe, vera signora. Come la Francia. E già s'intravede l'ombra del jihad sulla finale dei Mondiali e di una fatwa su Materazzi.
La Francia è grande e Zidane è il suo profeta?

martedì, maggio 16, 2006

Il codice da vincere

Continuo a scrivere cose di cui facilmente non frega a nessuno, ma come diceva vent'anni fa un illustre pirla: anche se nessuno ci legge, tutti scriviamo per un pubblico. E' così. Il gran parlare che si fa del codice da vinci e del suo autore mi fa tornare in mente una canzoncina "John Brown turn around..." e mi piace indirizzarla proprio al signor Dan Brown: turn around, fuori dalle palle, non ci rompere. Hai fatto i soldini che volevi: il tuo è un codice "vincente", ma adesso basta (e povera Maddalena che ti ha fatto?).
ps: c'è qualcuno lì? un premio a chi indovina chi è l'illustre pirla.

martedì, febbraio 28, 2006

Il pastore tedesco

Allorquando occorse (sì , proprio allorquando) l'elezione di Benedetto sedicesimo, il Manifesto si tolse il piacere, liberatorio quanto un rutto, di titolare a tutta pagina definendolo il "pastore tedesco". Va beh, ognuno fa divertire i propri lettori come meglio crede. Ma oggi, quando leggo che il Papa dice a chiare lettere che non c'è differenza fra un embrione e un bambino davanti a Dio, perchè entrambi sono vita umana a immagine e somiglianza divina, prorompe naturalmente e dal profondo il mio controrutto: l'avete chiamato pastore tedesco? Eccolo.

venerdì, febbraio 17, 2006

Little Boxes, Malvina Reynolds e gli Zafra!

Malvina Reynolds allieta con voce singolare i nostri inizi di giornata in auto, da Radio24. Non sapete chi è Malvina? Cercate on line (internet può molto). Intanto, da me potete già sapere che gli Zafra hanno tradotto la sua canzone "Little boxes" in italiano: "Le villette del borgo alto". Correvano allora gli anni '70, anni in cui in molti intuivano, seppur confusamente, il senso di una frase di don Luigi Giussani "tutta la forza dell’annuncio del nostro movimento è l’affermazione della propria felicità, cioè la realizzazione di sé". Bei tempi. Però anche oggi non è male. Ecco "Little boxes".

Little boxes on the hillside,
Little boxes made of ticky-tacky,
Little boxes, little boxes,
Little boxes, all the same.
There's a green one and a pink one
And a blue one and a yellow one
And they're all made out of ticky-tacky
And they all look just the same.

And the people in the houses
All go to the university,
And they all get put in boxes,
Little boxes, all the same.
And there's doctors and there's lawyers
And business executives,
And they're all made out of ticky-tacky
And they all look just the same.

And they all play on the golf-course,
And drink their Martini dry,
And they all have pretty children,
And the children go to school.
And the children go to summer camp
And then to the university,
And they all get put in boxes
And they all come out the same.

And the boys go into business,
And marry, and raise a family,
And they all get put in boxes,
Little boxes, all the same.
There's a green one and a pink one
And a blue one and a yellow one
And they're all made out of ticky-tacky
And they all look just the same.

lunedì, gennaio 09, 2006

Buone feste a chi?

Pare che anche George Bush, seguendo la scia di molti altri politici negli Usa, abbia sconsigliato l'uso dell'espressione Buon Natale, preferendogli le varie feste dell'albero, dell'abete, della luce; il tutto per non offendere gli islamici. Si adegua in ciò a molte maestre d'asilo italiane che hanno introdotto la festa dell'albero ormai da anni. E contrasta l'invito di benedetto XVI a non mettere al bando i segni del Natale cristiano. Bush che non vuole offendere gli islamici: vallo a capire...

Anno nuovo: già un po' usato

Eccoci qua con l'anno nuovo. Ma perchè nuovo, se non fai in tempo a dirlo che è già passato... In realtà è nuovo solo quando lo annunci, cioè prima; poi, appena ci sei dentro è già un po' usato. Va beh, buon anno lo stesso.