lunedì, aprile 07, 2008

E' nata prima la Lav, i verdi o la gallina?

Dialogo immaginario, a commento di una grigliata mista, con interlocutori della Lega antivivisezione (e simili). La carne, la carne sempre la carne: è un omicidio, una strage. Ed ecco i risultati di questa strage: già era pazza la mucca, oggi anche le galline in gabbia impazziscono e addirttura diventano cannibali e si mangiano fra di loro. Impressionante, mangerò maiale. I maiali sono costretti a rotolarsi tutto il giorno nel fango degli allevamenti: vergogna. E le scrofe? Pure loro poracce: ci vorrebbe anzi un 9 marzo, giornata della scrofa liberata dal giogo (o gioco) del fango. E le vacche da latte anche loro? Anche loro, le mucche e non vacche che è dispregiativo, tutto il santo giorno a farsi tirare le tette da chi le munge. E le oche allora. Così anche le oche, costrette a ingozzarsi per il fois gras. Va bene, allora mangio solo pesce. Sì, e i pesci poveretti con quell'amo in bocca? Meglio vegetariani allora? Eh, si... e le carotine secondo te non sentono niente? E le foglioline d'insalata e le erbette che, si sa, crescono meglio con la musica classica? Va bene, vivrò di solo miele... E le api, sfruttate come povere operaie senza neanche un sindacato? ... Va bene mi lascio morire lentamente e sia come Dio vuole. E la cassa da morto? Pinete abbattute per il tuo egoismo! Crematemi allora... E lo spreco energetico per produrre tutto quel calore? Va bene lasciatemi morire di fame e imputridire nell'erba. Inquinatore, vergognati!
E allora vaffanculo...! Non si dice culo, si dice gay.

Provocazione

"Non può esserci esperienza di libertà al di fuori di un reale appagamento del desiderio."


E' vero?

Ho detto culo!

La sapete quella del nonno che vedendo una bella ragazza in minigonna a pois (chissà poi perché proprio a pois) dice: "che bel culo". E la nipotina chiede: "cos'hai detto?" e lui si abbarbica tra risposte insensate dopo aver mentito rispondendo: "cuculo". E lei poi comincia a scassargli la uallera per mezz'ora e lui alla fine ammette di aver detto "culo" pur di farla smettere di scassare? Ecco: uguale. Ho affrontato un po' di temi politically uncorrect ultimamente, tra cui omosessualità e dico, mica, meco, teco, telo torno a dir di nuovo... Ho mollato il colpo. Not possible: bisogna dire che gli omosessuali sono un'unione "feconda" do you rend cont? Se no te fanno fuori, ti ammorbano di ramanzine: forse non sai cosa dici, sei retrogrado, razzista, omofobo. Sì sono omofobo. E credo che essendo omofobo potrò meglio tutelare: Dio, famiglia e nazione. Sono cattolico, apostolico, romano e ho detto culo. Culo. Non "omosessuale", ma "culo". Ho detto culo. E anche negro, toh.

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La mia visibilità, bella o brutta che sia, me l'ottengo scassando sui blog altrui che prima o poi casseranno il mio accesso nella "Lista di tutti i blog politically correct del mondo" in via di compilazione ma, ne sono certo, "prossimamente online". Ma chi se ne impiffera. Questo mio blog, invece, ha tre commenti. Forse contando anche quelli vecchi e quelli finti arriviamo a cinque. Mai avuto un obiettivo numerico del resto: mi piace scrivere, mi rilassa, mi diverte. Anche se tutti in realtà scriviamo per un pubblico, come diceva un amico, va bene comunque; mi esercito così in velocità di battitura, prontezza della risposta, riduzione al minimo dell'inevitabile refuso. E poi per me questo è meno di un diario: è un archivio, solo un archivio. Quindi, fatta questa premessa da paraculo, dico: ma come mai ci sono blog che, invece, esistono da anni, affrontano temi impegnati e progressisti, se la cacciano a diecimila e nonostante la somma di tutti questi fattori il prodotto non cambia, hanno cioè "nessun commento" per ogni post? Boh (mica invieranno tutto via email a una lista segreta di lettori aficionados che sempre solo via email rispondono? mah) vai a saperlo. Del resto, meglio pensare a sé: dico cose noiose e arretrate per i più; rompo i coglioni a mille; faccio montare la rabbia ad altri e perdo ore di sonno io. Ma non è ora di smetterla? Sento un coro di sì. Adesso ci penso.